Carbonia, Monte Crobu, periferia sud della città, estate del 1960, Antonio Zara ha 14 anni e come al solito si trova in esplorazione, questa volta da solo. Una piccola fenditura nella roccia attrae la sua attenzione. Con difficoltà ci s’infila dentro ed una volta abituatosi all’assenza di luce, nota che il terriccio alla base della piccola grotta è asciutto e finissimo, così fine da consentirgli di infilarci le mani e trovare un ricco corredo funebre che in seguitò appurò appartenere alla cosiddetta “Cultura di Bonnanaro", 1800-1600 a.C. circa. Vista la consistenza del ritrovamento, Antonio decide di consegnare i reperti ritrovati all’Ispettore Onorario della Soprintendenza, il signor Vittorio Pispisa, un Commerciante di Mobili con la passione per l’archeologia. Gelando le sue aspettative, l’uomo lo rimprovera per non aver lasciato i reperti sul posto ed aver atteso che si organizzasse uno scavo seguendo un metodo più scientifico. Da quel momento però, Pispisa decide di tenere il giovanissimo Antonio sotto la sua ala protettrice e lo porta con se quando visita emergenze archeologiche e cantieri di scavo. Come quello in corso a Sant’Antioco dove avrà la possibilità di imbattersi in decine di reperti di età Fenicio-Punica. Per Antonio si tratta di esperienze alla base della ricerca archeologica che contribuiranno ad accrescere la sua passione e diventeranno la storia della sua vita. A monte Crobu faranno seguito ancora tante altre importanti scoperte e campagne di scavo in decine di cantieri sparsi nel territorio di competenza della Soprintendenza Archeologica di Cagliari ed Oristano che lo assumerà nei primi anni settanta come Assistente Tecnico. Ruolo che ricoprirà sino alla pensione per poi essere nominato a sua volta Ispettore Onorario della Soprintendenza e continuare a svolgere con immutata passione i suoi studi, ma soprattutto mettendo a disposizione dei suoi giovani colleghi la mole impressionante di scritti, fotografie e testimonianze raccolti in anni e anni di ricerche sul campo. Affetto da un grave enfisema polmonare che lo costringeva a rimanere attaccato ad una bombola di ossigeno, Antonio Zara muore il 28 giugno del 2024.
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